L'INCONTRO

Il confronto fra il segretario Lo Grasso, l’assessore Riboldi e il direttore dell’Asl Picco sul futuro della Sanità territoriale

Dalla carenza di personale, alla medicina generale inefficace, fino al nodo irrisolto delle Rsa: i temi emersi durante il convegno UilP a Torino

Riplasmare la sanità privata per abbattere le liste d’attesa nel pubblico, poco personale per le case di comunità e allarme sui costi delle Rsa. Sono i temi emersi dal secondo appuntamento dedicato alla rete territoriale dei servizi, organizzato da Uil Pensionati Piemonte nella sede Uil di via Bologna, con il segretario regionale UilP Francesco Lo Grasso, l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi, il direttore generale dell’Asl di Torino Carlo Picco e la segretaria Uil Piemonte Chiara Maffè.

Lo Grasso ha evidenziato il problema della carenza di personale sanitario formato e la necessità di accompagnare i cittadini nella conoscenza e nell’utilizzo dei nuovi servizi. I pensionati, tra i principali fruitori della sanità, hanno un interesse diretto al loro funzionamento: il percorso non è concluso e occorre arrivare alla piena operatività.
Centrale anche l’accessibilità: come raggiungere le strutture attraverso i trasporti locali per chi vive nelle vallate, in montagna e nelle aree interne? Un tema che si intreccia con la necessità di rafforzare l’assistenza a domicilio.

L’assessore Riboldi ha dichiarato il raggiungimento del 100 per cento degli obiettivi Pnrr e la presenza del personale minimo previsto nelle strutture. Sulle liste d’attesa, Riboldi ha richiamato il problema dell’appropriatezza, sostenendo che circa il 70 per cento degli esami diagnostici si rivelano inutili: aumentare le prestazioni rischia quindi di non risolvere il problema alla base.
Sul personale, ha indicato circa 700 nuovi infermieri formati ogni anno, a fronte di circa mille pensionamenti quest’anno e di un fabbisogno di almeno 1.200 nuovi infermieri all’anno. La sfida espressa è modellare l’offerta della sanità privata sulle esigenze del servizio pubblico, per ridurre le attese e la pressione sugli ospedali.

Al centro dell’incontro anche le Rsa, “il vero problema da risolvere” tra pensioni più basse e costi dell’assistenza in continuo aumento. Riboldi ha sottolineato le difficoltà delle famiglie, in particolare dei figli chiamati a sostenere i genitori, il rischio di sovraccarico per i caregiver e il problema del reperimento delle badanti.

Sulle 16 case case di comunità a Torino (4 aperte h24 le altre dalle 8 alle 20) il direttore dell’Asl Carlo Picco ha sottolineato di aver puntato sulla periferia nord di Torino, soprattutto nelle Circoscrizioni 5, 6 e 7. Ha confermato la presenza del personale e dei medici di famiglia, richiamando però alla necessità di riorganizzare la medicina generale, e sottolineando il problema della carenza di personale soprattutto in alcune specialità, come dermatologia. In generale però ha sottolineato un aumento di personale assunto dall’Asl rispetto al 2018.
Sul tema della domiciliarità ha infine affermato che la quota di persone con più di 65 anni prese in carico dall’assistenza domiciliare è passata dal 3 al 12 per cento.

Nel confronto, Maria Teresa Cianciotta della segreteria UilP ha richiamato anche la salute delle donne e la situazione dei consultori di cui non si conosce il numero esatto regionale e né la tipologia di servizio erogato alle persone, in particolare sul tema della menopausa. I consultori devono continuare a rappresentare presidi pubblici di prevenzione e salute nelle diverse fasi della vita, compresa la menopausa.

La segretaria Maffè ha sottolineato il valore del confronto e del monitoraggio sindacale: i servizi territoriali sono presidi di democrazia e uguaglianza sociale e devono garantire a tutti le stesse opportunità di cura.

Come Uil Pensionati Piemonte continueremo a seguire questo percorso, portando al centro i bisogni dei pensionati: personale adeguato, servizi accessibili, sostegno a chi assiste e risposte concrete in ogni territorio.