«Sono inorgoglito da questo incarico. Il mio intento è costruire una rete forte tra servizi, istituzioni e volontari per garantire agli anziani assistenza, aggregazione e meno solitudine». Con queste parole Pietro Puzzangara racconta l’inizio del suo incarico da novo segretario Uil Pensionati per l’Area Vasta To5: un territorio rimasto per quattro anni con un commissario, ma senza una vera e propria guida sindacale.
Un’area ampia e articolata che comprende Moncalieri, Nichelino, Chieri, Carmagnola e numerosi altri Comuni, dove oggi si apre una nuova fase con la nomina di Puzzangara nell’ultimo congresso UilP.
Classe 1948, iscritto alla Uil dal 1974 e laureato in Scienze infermieristiche, Puzzangara ha una lunga esperienza come responsabile della scuola infermieri di Moncalieri, poi trasformata in centro di formazione per tutto il Piemonte . Un percorso, il suo, che unisce competenze sanitarie e impegno sindacale.
«Ho già iniziato a incontrare i primi interlocutori, partendo da Moncalieri – spiega – perché è necessario costruire una rete solida di relazioni con sindaci, assessori e consorzi, che sono i principali punti di riferimento per gli anziani sul territorio».
Tra le priorità indicate dal nuovo responsabile c’è il rafforzamento dei luoghi di aggregazione. «Dobbiamo ampliare il centro di Moncalieri e creare veri punti di incontro per gli anziani, che offrano servizi sulla sanità, sull’assistenza e che contrastino la solitudine». Non si esclude anche una riorganizzazione logistica: «Stiamo valutando lo spostamento della sede in una zona più centrale, per renderla più accessibile».
Il tema dell’assistenza resta centrale. «Abbiamo già avviato un confronto con la Rsa di Latour per affrontare alcune criticità – sottolinea – ma l’obiettivo è estendere la collaborazione a tutte le Rsa del territorio». La proposta è chiara: «Creare comitati che coinvolgano sindacati, ospiti e amministrazioni per prevenire i problemi e monitorare la qualità dell’assistenza».
Ma per Puzzangara serve anche un cambio di paradigma: «Il concetto tradizionale di Rsa va superato. Bisogna favorire la permanenza a domicilio il più possibile, oppure sviluppare forme di assistenza domiciliare legate alle strutture. Serve un modello dinamico, più vicino ai bisogni reali degli anziani».
Accanto all’assistenza, un’altra emergenza è quella della solitudine. «Abbiamo distribuito questionari per comprendere meglio il fenomeno e costruire risposte mirate per contrastare il fenomeno della solitudine sempre più diffuso». Tra le iniziative già programmate, su cui Puzzangara vuole puntare, data la sua esperienza nella formazione sanitaria, sono «gli incontri dedicati all’uso corretto e consapevole dei farmaci».

Fondamentale sarà anche il lavoro unitario con le altre organizzazioni sindacali. «Vogliamo rafforzare la collaborazione con Spi-Cgil, Fnp-Cisl e con tutte le realtà presenti sul territorio, perché solo facendo rete possiamo essere più efficaci».
Sul piano organizzativo, la sfida è altrettanto impegnativa. «Dobbiamo rimettere ordine, coordinare meglio le attività e valorizzare al massimo il contributo dei volontari. L’assenza di un punto di riferimento negli ultimi anni ha reso tutto più complesso, ma ora è il momento di ripartire».
Particolare attenzione sarà riservata alla specificità del territorio. «Moncalieri, ad esempio, è una città fatta di molte borgate. Questo significa pensare servizi diffusi, capaci di raggiungere le persone nei quartieri». Tra le proposte anche il potenziamento dei trasporti: «Servono misure concrete, come bonus per i mezzi pubblici dedicati agli anziani, per facilitare gli spostamenti e l’accesso ai servizi».
Un programma ampio, che parte da un’idea chiara: «Gli anziani non devono essere lasciati soli. Dobbiamo costruire una rete capace di accompagnarli, ascoltarli e rispondere ai loro bisogni, con un’assistenza più umana e più vicina alle persone».